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luned́, 20 maggio 2013 04:26
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Randy Hope Taylor Stampa E-mail
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Scritto da Pablo Bass   

Randy Hope Taylor

"Non avrei mai pensato che avrei finito per suonare con un mito”:

Così Randy Hope Taylor esordisce parlando della sua nuova esperienza con Jeff Beck. Il gruppo è formato anche dalla chitarrista Jennifer Batten, già in tour con Michael Jackson, e dal batterista Steve Alexander (turnista per i Duran Duran). Negli ultimi otto anni Hope-Taylor è stato membro del gruppo inglese degli Incognito ed ha suonato anche con R. Kelly, D’Angelo, Basia e molti altri.

Quando si presentò l’opportunità di suonare con Jeff Beck, Randy fu onorato di occupare il posto che era stato di Pino Palladino. “Ho pensato che sarebbe stato un impegno molto difficile da sostenere, dato che si trattava di una band esclusivamente strumentale”, dice, “ma è stato più semplice di quanto mi aspettassi. Ci sono le stesse dinamiche che ci sarebbero in una band con un cantante, perché la chitarra di Jeff suona come una voce. Sto ancora pensando nello stesso modo che penserei se ci fosse un cantante”.

Per registrare il nuovo disco di Jeff Beck (“Who Else”, Epic), Randy ha usato un basso 5 corde, anche se dal vivo usa un 4. “Penso che il 5 corde dia una maggior profondità, e con un po’ di compressione si riesce a farlo sentire meglio in registrazione di un 4 attualmente. Ma dal vivo, per qualche strana ragione, dovrei lavorare di più sull’equalizzazione per ottenere un buon suono con il 5, mentre il 4 sembra comportarsi meglio”.

Randy ha registrato con un basso Moon Jazz 5 corde custom, che originariamente era stato di Larry Graham. Ha utilizzato un preamplificatore Eden Navigator direttamente nel mixer, e un EBS Octabass per ottenere un suono più “grosso” nel primo pezzo del disco, “What Mama Said”.

Dal vivo Randy usa un basso Modulus custom 4 corde, costruito ispirandosi al Flea Bass. Ha due pickup Bartolini, e una caricatura di Randy in madreperla al 12° tasto. Come amplificazione utilizza un set Eden formato da un amplificatore World Tour WT1000 1000 watt, un preamplificatore Navigator, e dua casse 4x10. Come effetti, Randy usa l’octaver EBS e un Electro-Harmonics Bass Micro Synth. Tiene sempre pronti sul palco un Eden World Tour WT800 e un Moon Larry Graham Jazz 4 corde. Entrambi i bassi sono equipaggiati con corde Elites, scalatura .045-.105.

Nella band di Jeff ci sono un sacco di frequenze alte e di distorsione da parte delle chitarre, e la batteria pesta duro,” spiega Randy. “Il basso deve passare attraverso tutto ciò per farsi sentire, per cui imposto il mio ampli con un po’ più di alti, e cerco nello stesso tempo un suono più rotondo sui bassi, rispetto a quando suonavo negli Incognito. Il mio vecchio sound funky era troppo confuso per questa band, così ho dovuto cambiarlo molto.”

Randy mette in flat l’equalizzatore dell’ampli, e agisce sui controlli dell’equalizzatore parametrico del preamplificatore per ottenere più bassi sulle note gravi, sui 30hz. Per i medi e i medio-alti tende ad esaltare le frequenze sui 500Hz. Infine, aggiunge un pizzico di compressione per rinforzare ulteriormente il suono.

Durante il concerto, il repertorio è composto per gran parte di brani dell’ultimo disco di Beck, da alcuni pezzi del disco “Guitar Shop”, e da molti brani che il leggendario chitarrista non ha più suonato da anni, tratti da lavori come “There and Back”, “Wired” e “Blow by Blow”. La grande varietà di repertorio dà la possibilità a Randy di esprimersi ed espandersi musicalmente, e il suo basso diventa protagonista in un solo in “You Never Know”, tratto da “There and Back”. In “Declan”, una ballad tratta da “Who Else!”, Randy posa il proprio basso per imbracciare una delle Strat di Beck, e suona la chitarra con Jeff e Jennifer.

Come membro di tanta band, si potrebbe pensare che Randy si eserciti moltissimo e costantemente. Invece egli ammette che raramente gli capita di imbracciare il basso al di fuori dei suoi show. “Mi esercito molto raramente. Preferisco suonare con altra gente, e non starmene seduto a casa a suonare da solo. Non ho quel tipo di disciplina, la trovo veramente pallosa. Sono stato un turnista per tanto tempo, quindi non ho mai dovuto sostenere un ruolo da solista come fanno John Patitucci o Gary Willis. Loro non sono turnisti, ma artisti veri e propri. Mi esercito solo se ne ho bisogno. Anche se la musica è il mio primo amore, a volte devo lasciarla da sola per essere in grado di suonare al meglio".

da: "Bass Player” del Luglio 1999, By Lisa Sharken, trad. a cura di Pablo Bass

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