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venerd́, 24 maggio 2013 07:20
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Amico di oggi: Aldo Tagliapietra Stampa E-mail
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Scritto da Bruno BV   

Amico di oggi:  Aldo Tagliapietra

1973 - Foto di Armando Gallo
Nati sull'onda del movimento Beat di fine annì60, Le Orme presto trovano la loro identità come trio nel 1971, pubblicando una perla di nome "Collage": una finissima miscela di progressive, hard rock e melodia, che non fa rimpiangere la pur validissima produzione d'oltralpe di quei tempi, e che anzi impressiona più che favorevolmente Sua Eccellenza Mr. Keith Emerson in persona.

Nel corso degli anni i successi si susseguono insieme agli albums, e la band a tutt'oggi vanta una grande schiera di proseliti ed imitatori in tutto il mondo, compresi gli scriventi. Brani come "Collage", "Felona", "Sorona", "Sguardo Verso il Cielo" e "Amico di Ieri" fanno indiscutibilmente parte del patrimonio emozionale di un'intera generazione.

Il gruppo ha subìto rimaneggiamenti nella formazione, aggiustamenti di tiro stilistici, ma nonostante ciò, Le Orme possono giustamente fregiarsi del merito di non aver mai ceduto completamente ai dettami commerciali imposti dall'industria discografica italiana, a differenza di molte altre bands a loro coeve: un luminoso esempio di come si possa fare qualcosa di diverso, ed avere comunque successo.

Aldo Tagliapietra suona il basso, la chitarra acustica, quella elettrica, il sitar, e canta. La sua voce particolarissima, insieme al suo basso, costituisce un marchio di fabbrica sempre riconoscibile. è un bassista di gran gusto, ricopre il ruolo che gli compete come meglio non si potrebbe. Nulla di gratuito nelle sue linee di basso: groove, suono limpido, potente, efficace ed incisivo. Le note giuste al punto giusto, senza strafare.

Ne parliamo con lui.

Intervista

Perché il basso?

In quegli anni era molto frequente che un chitarrista passasse al basso per ragioni varie, tipo: il bassista va a militare e non si trova nessuno per rimpiazzarlo. Oppure, come fece Paul McCartney: il bassista non è in grado di suonare e perciò il basso lo suonerò io che sono più versatile. E cose di questo tipo.

A quei tempi non c'era la cultura del basso. Esisteva la "chitarra-basso"; ecco perché io non mi sono mai considerato un bassista nel termine in cui si intende oggi. Il basso e la sua tecnica ha fatto dei passi enormi negli ultimi anni e Pastorius è stato, secondo me, il capostipite.

Influenze principali? Chi sono stati i tuoi eroi?

Sono stato influenzato prima da Jack Bruce, poi da Chris Squire, ma mi piace molto anche Paul McCartney. Ho ascoltato molto anche i bassisti moderni come Stanley Clarke, Pastorius, Patitucci o Palladino, però la loro è una scuola (quella vera) che io non ho avuto... perciò, con Le Orme, mi scrivo i bassi "su misura".

Sei stato uno dei primi in assoluto in Italia ad usare il Rickenbacker. Raccontaci la storia di quel basso...

Il mio Rickenbacker è arrivato in Italia nel '68 ed è stato comperato a Treviso da Gianni Efrikian (fratello di Laura, ex-moglie di Gianni Morandi) che era bassista degli WHY, uno dei tanti gruppi che popolavano le nostre città: Padova e Mestre erano le più "affollate". Qualche anno più tardi (credo nel '72-73) lo trovai in vendita come "usato", in un negozio di Padova che si chiama Castellan... che poi era il negozio nel quale si rifornivano quasi tutti i musicisti della zona.

Lo strumento è un 4001 S dove S sta per Special, infatti la sua "specialità" era che si trattava di un mono. Negli USA il 4001 era stereo. Il numero di sigla è GE 2253 ed è stato costruito nel Maggio del '67.

Qualche anno fa lo ho portato da un mio caro amico, musicista, collezionista e (per hobby) restauratore, Paolo Steffan, che me lo ha sistemato un po'. Ora quel basso non lo uso con Le Orme perché ho bisogno del doppiomanico basso-chitarra. Lo sto usando con i Magical Mistery che è un gruppo di amici fanatici come me delle canzoni dei Beatles.

2000 - Foto di Antonio Capone
Parliamo del tuo arsenale: bassi, amplificatori, effetti, marca e scalatura corde, plettri, etc.

Nel corso degli anni ho potuto collezionare molti strumenti, molti dei quali sono indiani. Qindi ho dei Sitar degli anni 70, una bellissima acustica Martin del 71, una Vihuela Messicana molto originale. Harmonium, tabla, e altro. Ma parlando esclusivamente di bassi, oltre al Rickenbacker e il doppiomanico bianco Manne, ho un Fretless acustico degli annì80 Eko e il primo basso che ha costruito Manne quando si è separato da Laurus. è un basso di piccole dimensioni con le macchinette al ponte e non sulla paletta. Ho voluto sostituire l'elettronica con un Set di Ken Smith.

Sul palco uso due Pre (uno per il basso e uno per la chitarra) BBE Preamp Processor. Un'unità di potenza FENDER da 800 W su 8 ohm con bridge e una cassa acustica Trace Elliot. All'occorenza uno un pedale Boss per il vibrato e uno per il chorus.

Le corde sono sempre Ken Smith Rock Master Light (40-60-80-100). I plettri sono rigorosamente Fender thin. Poi uso anche una pedaliera tipo quella dell'organo Hammond, per fare i bassi mentre suono la chitarra 12 corde.

Quando sei in tour, cosa lasci fare al tuo tecnico, e cosa invece preferisci fare tu?

Quando suono con Le Orme, c'è sempre un tecnico che mi prepara tutto, ma all'occorrenza lo faccio volentieri anche da me.

Tuo figlio è un musicista. Sta seguendo le tue "Orme"?

Mio figlio suona la chitarra e si è diplomato al CPM di Mussida nel 88. Ultimamente ha prodotto il CD di un ragazzo molto bravo che la Caselli sta portando a San Remo: si chiama Federico Vian. In questo disco Davide ha curato la produzione artistica, ha arrangiato, ha suonato la chitarra e in qualche pezzo anche il basso. L'anno scorso ha suonato la chitarra sul palco di San Remo con una ragazza che si chiama Laura Falcinelli.

Quanto tempo studia oggi un bassista come te?

Un bassista come me purtroppo studia poco. Il mio interesse a livello di studio si è spostato sul Sitar. Per imparare questo strumento ho fatto il giro del mondo. L'ultima volta sono andato a Calcutta e la prossima andrò a Rotterdam. Essendo uno che scrive musica, trovo nel Sitar l'entusiasmo che serve per cercare l'ispirazione anche se diventa sempre più difficile trovarla.

Cinque brani che rimpiangi di non essere stato tu a scrivere.

Credo che si avvicinino ai cinquemila i pezzi dei quali avrei voluto essere stato io l'autore. I Beatles sono arrivati prima di me in molte loro canzoni... A parte gli scherzi, ti voglio dare 5 titoli: YESTERDAY, RAGA JHIN JHOTY, I TE VURRIA VASà, ETERNAMENTE di Chaplin, Concerto Brandeburghese n. 3 di Bach.

Foto di Tracy Quade
Catania, 26 agosto 2000: BV e Aldo Tagliapietra


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