Domanda: Eppure, una volta hai affermato che in realtà non avresti voluto assumere il ruolo di leader del gruppo...
Sting: Hmmm, sono abbastanza contento di essere leader del gruppo. Ormai sono il più vecchio, ho più esperienza di tutti, elargisco i miei consigli e trasmetto le mie esperienze e conoscenze ai colleghi più giovani della band - che, fra l'altro, molto più bravi di me. Comunque sia, qualcuno deve pure indicare la direzione da prendere.
Domanda: Suoni il basso, la chitarra, il mandolino, componi al pianoforte. Per te è più importante disporre di una musicalità generale piuttosto che essere dei virtuosi dello strumento?
Sting: Si. Non sono mai stato - e non ho mai detto di essere - un virtuoso. Sono un bassista molto efficiente che è capace di suonare altri strumenti in maniera accettabile. Per me, questi strumenti sono solo degli utensili, degli aiuti per scrivere brani e spiegare agli altri musicisti qual'è la mia concezione. Anche se suono la chitarra classica, non guadagnerei nemmeno un soldo se facessi il chitarrista classico [ride]. Questi strumenti musicali sono semplicemente degli utensili che uso in qualità di compositore, arrangiatore e leader del mio gruppo.
Domanda: Hai avuto una fase in cui ti eri stancato del basso e ti sei fatto vedere più con la chitarra che con il tuo strumento musicale...
Sting: Un paio di anni fa è stato molto importante per me prendermi un po' di vacanza dal basso. Sono stato molto contento di avere nel mio gruppo qualcuno come Darryl (Jones); ciò mi ha consentito di ottenere una rinnovata freschezza quando mi sono ridedicato al basso. Ora mi diverto di nuovo molto.
Domanda: Avete scritto i brani dell'album su misura per questa formazione?
Sting: In parte è materiale del primo tour, ma ci sono brani nuovi scritti appositamente per il disco. Abbiamo fatto un anno di pausa tra il primo tour ed il disco; così ognuno ha avuto tempo ed ispirazione sufficiente per scrivere i brani per la band.
Domanda: Secondo quali criteri il bassista Sting giudica un collega che assumera il ruolo di bassista nel suo gruppo?
Sting: è molto semplice: Darryl è uno dei più grandiosi bassisti del mondo! Al momento lavora per i Rolling Stones, e questo è abbastanza significativo. Ovviamente, suonando il basso io stesso, non mi è difficile riconoscere un buon bassista. Sono in grado di valutare abbastanza velocemente le sue potenzialità e più in generale la sua musicalità. Il basso è uno strumento molto interessante anche se è semplice da suonare. In cambio è fondamentale. Puoi suonare un accordo di Do maggiore sul pianoforte: ma non è mai un Do vero se il basso non suona la tonica. Il basso è molto importante anche dal punto di vista dinamico, perché consente di controllare la dinamica del gruppo in un modo molto sottile. Per questa ragione, attribuisco molta importanza ad un esecuzione fondamentale del basso. E Darly è in grado di farlo in maniera grandiosa.
Domanda: Nella fase di cui sopra hai affermato che a 16 anni eri un chitarrista molto più bravo di oggi...
Sting: Credo che suonare il basso provi terribili modifiche alla muscolatura delle mani. Guardale! Con queste riesci a suonare a malapena la chitarra [ride]. Le mie mani sarebbero buone per la boxe , non per la chitarra!
Domanda: Molti esecutori del basso elettrico passano al basso fretless per poi arrivare al contrabbasso. Tu hai seguito il percorso inverso. Confermi l'aneddoto secondo il quale nel periodo dei Police avresti aquistato a New York un basso fretless e lo avresti provato la sera stessa sul palco, senza mai averlo provato prima?
Sting: Si, e lo possiedo ancora: un Fender Precision rimasto così com'era con un manico in acero. Uno strumento fantastico. Ogni sera suonavamo nel GBGB e prima di allora non avevo mai suonato un basso fretless. è stato piuttosto insolito e strano. Ma almeno avevo suonato il contrabbasso a sufficienza, di conseguenza la gig non è stata sciupata. è semplice: quella sera ho sorriso ogni volta che prendevo le note sbagliate [ride].
Domanda: Nei giorni del tuo primo gruppo "Last Exit" hai suonato un basso Fender Precision, in seguito un basso Jazz. Che cosa usi oggi?
Sting: Poco tempo fa ho trovato uno dei primi bassi Fender Precision, dell'inizio degli anni 50. Assomiglia per certi versi ad una Telecaster. Lo adoro perché ha una sonorità molto impegnativa, in qualche modo particolarmente reale. Allora, gli strumenti venivano ancora costruiti con grande amore per l'artigianato e con un lavoro a mano effettivo. Credo che ciò sia non solo udibile, ma in ogni caso anche percettibile.
Domanda: L'università di Newcastle ti ha recentemente assegnato la laurea ad honorem. Potresti immaginarti, a insegnare il basso?
Sting: Se è per questo, all'incirca due anni fa ho ricevuto la laurea dela Berklee School Of Music. Una parte della procedura prevedeva anche la direzione di un corso di musica. Del resto, sono un insegnante diplomato [inglese, geografia ed ed. fisica]. Lo ho già fatto questo lavoro.
Domanda: Che cosa consiglieresti dunque ad un/a giovane bassista?
Sting: Esiste un libro didattico sul contrabasso di Ray Brown, un grandioso bassista jazz. Contiene quasi solo diteggiature e scale. Riuscire a districarsi attraverso tutto questo libro è una tortura incredibile! Dopo, comunque, sei in grado di suonare qualsiasi cosa. Lo consiglierei a tutti. Imparate le scale! Scale noiose...[ride]
Domanda: Non ti sei mai dato le arie con la tua esecuzione del basso: hai prevalentemente suonato a servizio del brano, in modo efficacee controllato. Qual'è la tua concezione di bassista?
Sting: Non potrei e non posso scindere la mia esecuzione al basso dal ruolo di cantante. Cerco sempre di crearmi dello spazio per il canto. Non sono un bassista superimpegnato [ride]. Non voglio nemmeno riempire tutti gli spazi ma creare "zone franche", e il mio stile si è creato così: molto semplice, piuttosto accentuato e particolarmente lineare. Inoltre, non ritengo di essere un innovatore, ma semplicemente di suonare il basso.
Domanda: Comunque sia, si deve avere una notevole autodisciplina per non sovraccaricare tutti gli spazi che potrebbero essere riempiti...
Sting: Con il tempo, lo impari come musicista; e impari che non è necessario suonare constantemente, fare esercizi acrobatici sulle corde e darti delle arie con tutto quello che sai fare. Credo che il pubblico apprezzi e rispetti questo.
Domanda: Il batterista è notoriamente il migliore amico del bassista. Qual'è il batterista con il quale Sting va più d'accordo di tutti?
Sting: Nella mia esecuzione, tendo costantemente a spingere avanti il beat, voglio suonare suonare contro di esso e adoro la tensione che si crea in questo modo. Se suonassi con un batterista chefa la stessa cosa e comincia a "tirare" sul tempo, tutto andrebbe fuori controllo! Preferisco collaborare con batteristi che dispongono di un solidissimo beat e hanno un timing eccellente. In questo caso, posso fare il mio lavoro, vale a dire "spingere" contro il beat. Vinnie Colaiuta è uno dei batteristi del mondo. Ed è il mio batterista [ride]! Ne sono molto contento. Comunque sia, ho lavorato con alcuni dei migliori, Stewart Copeland, Manù Katchè, Omar Hakim - tutti eccellenti musicisti.