Spector Europeo 5 corde tastato (ReBop5) Stuart Spector produce bassi da ormai circa 30 anni, dal 1975, per la precisione. I suoi strumenti, usati, tra l'altro, da Sting, Ian Hill (Judas Priest), Gene Simmons (KISS), e centinaia di altri, sono principalmente prodotti artigianalmente a New York. A questa serie principale ha affiancato, con l'andare del tempo, una produzione dislocata in Europa (Repubblica Ceca) e una in Corea. Quest'ultima, a mio parere, è di un livello veramente miserrimo rispetto al resto della produzione. http://www.spectorbass.com Il basso elettrico oggetto di questo articolo è un tastato a 5 corde, 35' di scala, bolt-on, a 24 tasti con elettronica EMG, prodotto in Europa, noto come ReBop (così sono giunto a classificarlo dal sito della Spector). DESCRIZIONE: Il basso è costruito principalmente con acero, qui usato sia per il corpo sia per il manico. Il CORPO è in due pezzi, incollato al centro, come alcuni Pedulla (se non mi sbaglio), e ha la caratteristica forma curva, ideata da un giovane Ned Steinberger nel 1977.   Le due spalle sono asimmetriche per meglio permettere l'accesso agli ultimi tasti. Il vano elettronica è unico ed è ricavato dal lato interno (dal lato dell'esecutore). Il PONTE è molto distante dal bordo del corpo stesso; è in ottone con sellette completamente mobili, fissate da una brugola laterale. È verniciato di nero, una soluzione non proprio ottimale, perché la vernice può saltare, specie sotto lo sforzo delle sellette, nel caso le muoviate, ad esempio per regolare l'ottava al 12° tasto; si tratta comunque di un lavoro ben fatto: la vernice non salta se non inopportunamente sollecitata! Il MANICO è anch'esso in acero, in tre parti e con 2 tagli diversi: sono simili i due tagli esterni, ma è differente la fascia centrale. Da notare il callo in corrispondenza del capotasto, usato in altri strumenti, come il contrabbasso [IMG callo.jpg]! È avvitato al corpo tramite 5 viti asimmetriche e un particolare sistema ad incastro   La TASTIERA è in Pau Ferro con inserti in madreperla, ripetuti anche lateralmente, nelle classiche posizioni al III, V, VII, IX, XII (doppio), e via ripetendo lo stesso schema dal 12° al 24° tasto; questi "dot" sono estremamente piccoli rispetto all'usuale. È piuttosto piatta (16' di raggio).
Il CAPOTASTO è in ottone, anch'esso verniciato di nero; valgono le stesse indicazione sulla verniciatura date per il ponte.
La PALETTA è angolata; è composta da 5 pezzi di acero, i 3 centrali del manico e due ulteriori ali, ricoperta con un supporto plastico nero; le meccaniche, anch'esse nere, sono Grover, simili alle Gotoh per estetica e funzionalità. L'accesso al truss rod è nascosto dal supporto nero recante la scritta Spector.
  Sulla paletta si trovano anche i marchi della Spector e della Steinberger sovrapposti a formare un ibrido, in madreperla. L'elettronica è interamente EMG: due pickup humbucker EMG-HZ (passivi) con elettronica EMG-BTS system: volume, bilanciamento, equalizzazione bassi e alti; la frequenza di taglio degli alti si può decidere, modificando i valori di due interruttori, in un range tra i 2.1 e i 7 kHz). Il sistema funziona a 9V, benché sia possibile portarlo a 18, ottenendo però "soltanto" una migliorata profondità del suono, ma non un segnale più forte.
Nonostante il sistema sia attivo, dato che abbiamo una preamplificazione del segnale dei pickup, l'impedenza di uscita è molto alta, addirittura più di un sistema passivo, tant'è che, benché possa sembrare paradossale, il mio Fender Jazz necessita di meno guadagno (gain) per ottenere lo stesso volume! Il vano elettronica è completamente schermato e il basso è estremamente silenzioso.
RECENSIONE Questo basso elettrico è un poco particolare: la scalatura 35', sommati al ponte, assai all'interno del corpo, restituiscono un'immagine di un manico quasi slegato dal corpo: è come se l'insieme manico e ponte siano stati spostati verso l'esterno del corpo. La mano destra si trova, pertanto, posizionata sul pickup al ponte ma nella stessa posizione che, invece, in un Fender, corrisponderebbe all'incirca a quella del pickup al manico! Il primo tasto è lontano, forse un po' lontano per qualcuno: non lo consiglierei ad una fanciulla, o ad un uomo minuto, anche se ci sono diverse ottime bassiste professioniste che suonano Spector, benché per lo più 34' (si visiti il sito per approfondimenti); ciononostante, non è né difficile tenere correttamente la prima posizione (le prime 4 dita a gestire i primi 4 tasti) né faticoso quanto sembrerebbe. La parte posteriore del manico, molto sottile, ricorda gli Ibanez, benché sia, a mio parere, molto migliore. L'intercorda è molto stretta, specie per chi è abituato a "tavole da surf" tipo Frudua, Laurus, Yamaha, Fodera o, in minore misura, Fender e figli (MM, G&L), ed è praticamente identica a quella dei Pedulla. In generale il manico e la disposizione delle corde è simile ai Pedulla (che sono però 34').
I tasti sono tutti accessibili, molto comodi fino al 24°: non è affatto difficile prendere un accordo di La minore con il La al 22° tasto della corda di Sì grave, il Do al 22° (corda Re) e il Sol al 24° (Sol), e senza perdere tempo nel posizionarsi. Il Si suona bene, benché ne abbia sentiti di migliori (ma non per questa fascia di prezzi); è molto bilanciato, la risposta non muta drasticamente passando dalla corda di Si alle altre; insomma, un basso a 5 corde e non un 4+1. Ha anche alcuni difetti: il vano elettronica ha lo sportellino plastico che sporge, anziché essere incassato, probabilmente per risparmiare sulla manodopera.
 L'idea di verniciare le classiche rifiniture americane dorate (ponte e capotasto), poco apprezzate nel Vecchio Mondo non è eccezionale: a volte ho dovuto rimediare, con piccole correzioni, con vernice da modellismo, ma più per "pignoleria" mia che per una reale necessità estetica. Va detto che ciò accade soltanto in seguito ad un trauma (colpo), mai a causa dell'usura. L'impedenza di uscita molto alta di fatto obbliga ad un volume minore rispetto ai concorrenti, a parità di potenza di amplificazione (in realtà la questione è complessa...). Il suono è molto flessibile: benché non sia possibile avere la purezza dei Bartolini, il basso si adatta a situazioni diverse, dal Pop, al Rock, al Metal, perfino Latin e Jazz, grazie alla flessibilità del sistema compreso. Questo basso "ruggisce" volentieri ("It growl!!!"): un suono sicuramente pieno, che con la corda ruvida che dà il meglio di sé. Si può suonare con qualsiasi tecnica: pizzicato, slap, tapping, finger-style chitarristico; è costruito molto bene, e, settato adeguatamente, non tradisce. Per sua natura spinge a suonare tra il 5°-11° tasto anche sulla corda di si, dove risponde particolarmente bene rispetto ai colleghi, quali, ad esempio, i Fender (un po' spento) o i MusicMan (troppo dirompente, a meno che questo non sia ciò che si cerca).
È un basso che spinge anche al solismo o, comunque, a lavorare, e molto bene, sotto il 12° tasto: qui il manico è semplicemente fantastico! In sintesi, un basso un poco particolare, benché non anomalo, dal suono flessibile e equilibrato, ben fatto ma con qualche particolare più economico; per la fascia di prezzo (lo pagai 850 Euro 4 anni fa circa) assolutamente consigliabile. Stuart Spector sa il fatto suo, e Cechi non sono da meno!
Massimiliano B. maxbor_bass
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