In pratica lo shape del Fortress in un abito vintage style.
Corpo in Frassino, vernice laccata blu o rossa, battipenna perlinato e il solito manico in Wengé.
I pickups erano particolari, un lipstick singolo al manico e un doppio lipstick al ponte.
Disponibile sia con elettronica attiva che passiva, su richiesta montava il ponte 2 TEK, primo basso a non utilizzare il ponte standard.
ilponte 2 TEK
Disponibile anche in versione a 5 corde.
Anche questo modello è stato sostanzialmente ignorato in Europa, ed ha avuto un po’ più di fortuna negli Stati Uniti.
1997-1998 Just-a-Nut II, Ovangkol e New Metal
Nel biennio 97-98 la Warwick introduce 2 novità che fanno scalpore. Paradossalmente, anche più scalpore di quanto non fosse avvenuto con il trasloco nella ex DDR del 1995. La modifica del capotasto ha probabilmente suscitato più discussioni rispetto alla reale portata e all’impatto in termini sonori. Il nuovo capotasto non è più in ottone, ma in un composto a base di grafite. Sicuramente più economico, il nuovo Just-a-nut cambia anche la logica di funzionamento. Da un lato non è più possibile regolare singolarmente l’altezza delle corde al capotasto. Dall’altro non è più necessario smontare le corde per effettuare la regolazione, e quest’ultima non è più influenzata dal passo della vite. Il vecchio nut infatti consentiva regolazioni discrete, una ogni giro completo di vite. Nel nuovo nut la regolazione è continuamente variabile.
vecchio nut
nuovo nut
Il Wengé è ormai una pianta in via di estinzione e, come se non bastasse, si trova prevalentemente in paesi dilaniati da guerre civili. A causa della difficoltà di approvvigionamento, diviene necessario trovare un legno alternativo.
La scelta ricade sull’Ovangkol, un legno della famiglia del Bubinga. Dal punto di vista acustico è un po’ differente dal Wengé, meno ringhioso; dal punto di vista del feeling è molto più liscio e morbido al tatto. È meno stabile del Wengé.
L’Ovangkol (alias Shedua) era già usato da diverso tempo dalla Wal. Il Wengé rimane sulle tastiere dei Warwick (che si assottigliano ulteriormente però), ma scompare da tutti i manici, fatta eccezione per gli Stage.
Con l’introduzione della nuova versione in Ovangkol si porta a termine la ‘standardizzazione’ dei manici, iniziata qualche anno prima. La larghezza al nut e l’intercorda diventano le stesse per tutti i modelli, a parte le versioni broad neck.
manico in Wengé
manico in Ovangkol
L’introduzione del Just-A-Nut II precede quella del manico in Ovangkol, quindi ci sono bassi con i manici ‘vecchi’ e il capotasto in grafite. Dal 1998 i Warwick non montano più i recessed straplocks di serie.
In questo periodo, la Warwick muta anche la propria strategia di marketing. Storicamente, i Warwick erano stati bassi rivolti a un pubblico abbastanza maturo, un po’ snob, attento ai contenuti e poco modaiolo. Anche per via del prezzo, non proibitivo, ma sicuramente non popolare.
Come già detto, è solo con l’introduzione dei modelli bolton che la Warwick cessa di essere un marchio di nicchia.
I nuovi clienti della Warwick sono più giovani, e l’immagine che l’azienda propone di sé si adegua. Un numero sempre maggiore di endorser è pescato nel mondo della musica più pesante, in particolar modo new metal americano. Con la seconda metà degli anni novanta, i gruppi più “cool” di MTV sempre più spesso esibiscono bassi Warwick, in particolare Thumb e Stage 2. Già da anni la Warwick monopolizza la penultima di copertina di Bass Player. È interessante andare a rivedere l’evoluzione di questa pubblicità, che sposta il tiro di pari passo con l’allargamento a un pubblico più giovane e metallaro.
Questo fenomeno è molto evidente negli USA. Grazie anche alla graduale diffusione di Internet e dei siti dedicati al basso, oltreoceano scoppia una vera e propria Warwick-mania. Indipendentemente da considerazioni personali su questo fenomeno, bisogna riconoscere che la Warwick è forse l’unico marchio non americano oltre a Marshall che riesce a fare veramente breccia nel mercato della strumentazione statunitense, da sempre dominato da produttori domestici.
Curiosamente, questa esplosione oltreoceano si verifica in contemporanea con il periodo forse più buio per la azienda tedesca nel nostro paese. Fino ai primi anni novanta l’Italia aveva rappresentato un mercato relativamente interessante, pur nei limiti di una popolazione musicante ovviamente abbastanza esigua. Prova ne è il fatto che l’Italia circolano parecchi Warwick della prima ora.
Ma, come dicevo, nella seconda metà degli anni novanta la Warwick raggiunge il minimo storico nel nostro paese. I bassisti meno giovani ricorderanno probabilmente che in quel periodo, proprio a causa di una disaffezione del pubblico, i Warwick scompaiono quasi del tutto dai nostri negozi di strumenti. Questo è vero in particolare per i modelli neck through.
Questa ‘crisi’ dura per qualche anno, finché l’onda lunga del boom americano non giunge anche da noi. Grazie anche al contributo di alcuni nuovi modelli.
Oggi siamo abituati ad accostare quasi naturalmente il suono ringhioso dei bassi Warwick al rock, o al metal anche estremo. Eppure per molti anni non è stato così.
Bassi anche molto aggressivi come il Thumb, per anni sono stati appannaggio di bassisti pop, fusion, funk, jazz ma assai di rado in mano a capelloni metallari o aspiranti punk.
STREAMER STAGE 1 1998-oggi
Le esili strisce in Wengé dello Stage 1 sono rimaste fino ai giorni odierni.
THUMB 1998-2001
Dopo quasi 15 anni di onorato servizio, il manico del Thumb viene pensionato. Il manico in 7 pezzi infatti perde il Wengé, che viene sostituito dall’Ovangkol. Il Thumb è quindi l’unico neck through che, in questa fase, non ha più il manico in Wengé. I pickups vengono riposizionati. Sul 4 corde, l’angolazione del pickup al ponte viene smorzata, viceversa viene ampliata sul 5 corde. In pratica si può dire che l’angolo dei nuovi 5 corde è molto simile a quello dei vecchi 4 corde, e viceversa quello dei nuovi 4 corde è simile a quello dei vecchi 5 corde
occhio al pickup!
DOLPHIN PRO I 1998-2001
Nel corso del 1998, la Warwick smette di utilizzare il Boiré per il corpo del Dolphin. Le ali vengono realizzate in Ovangkol, anche se il manico continua ad essere fatto con le 4 strisce di Wengé + 3 Zebrano.
Il Dolphin è da sempre prodotto in pochi esemplari, e quindi quelli ancora in Boiré diventano abbastanza ricercati.
STREAMER STAGE 2 1998-2001
In questa fase, gli Stage 2 continuano ad utilizzare il Wengé.
CORVETTE FNA 1998-2003
La genesi di questo strumento è abbastanza curiosa.
Il basso avrebbe dovuto chiamarsi Altus, ma la Warwick fu diffidata dall’usare questo nome, già commercializzato da un altro produttore.
La sigla FNA ricorda il nome che avrebbe dovuto essere, ma non fu.
Per alcuni significa “Fucking Not Altus”, per altri “Formerly kNown as Altus”. A voi la scelta…
Uno strumento comunque interessante, e anche abbastanza importante tra i più recenti modelli di casa Warwick. La forma è quella del Corvette, con corpo in Frassino Palustre e top in Acero, separati da una sottile lamina di Noce.
Le particolarità più rilevanti sono nella configurazione.
Infatti l’FNA monta il nuovo humbucker di casa MEC (che prima di allora non esisteva, e veniva surrogato dal doppio JJ), ed elettronica Seymour Duncan a 3 vie con Slap Contour.
Disponibile anche in versione a 5 corde.
I primi hanno ancora il manico in Wengé.
THUMB BOLTON 1998-oggi
Il Thumb bolton è un altro strumento che viene decisamente rivoluzionato. L’Ovangkol rimpiazza sia il Bubinga del corpo che il Wengé del manico. Tra il 1997 e il 1998 escono alcuni esemplari con il corpo già in Ovangkol e il manico ancora in Wengé. Notare che i bolton più vecchi in Noce e Bubinga in genere hanno hardware cromato, mentre questi hanno hardware nero
STREAMER LX 1998-2003
Si differenzia dalla versione precedente per il manico e il capotasto. Uscito di produzione nel 2003.
STREAMER PRO M 1998-2001
Si differenzia dalla versione precedente per il manico e il capotasto. Uscito di produzione nel 2001.
FORTRESS ONE 1998-2001
Si differenzia dalla versione precedente per il manico e il capotasto. Uscito di produzione nel 2001.
FORTRESS MASTERMAN 1998-2001
Si differenzia dalla versione precedente per il manico e il capotasto. Uscito di produzione nel 2001.
FORTRESS FLASHBACK 1998-1999
Si differenzia dalla versione precedente per il manico e il capotasto. Uscito di produzione nel 1999.
STREAMER STANDARD 1999?-oggi
Lo Streamer standard diventa il basso entry level di casa Warwick. Dagli altri Streamer prende solo all’apparenza la forma del body, che non è sagomato posteriormente. Il legno utilizzato è il Carolena. Non mi risulta che ne siano mai stati prodotti con il manico in Wengé, dovrebbero essere tutti in Ovangkol. Anche l’hardware è differente, niente ponte in 2 pezzi. Disponibile in versione con humbucker singolo o doppio, solo passivo. Anche 5 corde. Può essere considerato a tutti gli effetti il vero precursore dei Rockbass. Uscito di produzione nel 2001, proprio in previsione del lancio dei Rockbass, è stato recentemente reintrodotto. lo Standard a 2 pickups
CORVETTE FNA JAZZMAN 1999-oggi
Nel 1999 viene introdotti anche il Corvette FNA Jazzman. Il corpo è identico a quello del FNA, la differenza è il pickup J obliquo aggiunto al manico, e lo spostamento dell’humbucker più verso il ponte. In pratica, la configurazione dei primissimi Dolphin. L’elettronica è la Basslines a 3 vie già del FNA. Disponibile anche in versione a 5 corde, è stato molto apprezzato dal pubblico.
STREAMER JAZZMAN 1999-oggi
A breve distanza dall’introduzione del cugino Corvette, viene introdotto anche lo Streamer con configurazione Jazzman. Dal Corvette, oltre alla configurazione Jazzman eredita anche il corpo, differenziandosi quindi dallo Streamer LX. A differenza del Corvette Jazzman però, il top è in Acero Fiammato (Acero per il Corvette). Anch’esso disponibile in versione a 5 corde, è stato forse il basso di maggiore successo prodotto dalla Warwick negli ultimi anni.
INFINITY LTD 1999-oggi
La storia dell’Infinity è abbastanza travagliata e inizia con il prototipo realizzato nei primi anni novanta, di cui abbiamo già parlato. Verso la fine del decennio la Warwick rispolvera lo strumento. Vengono realizzati alcuni esemplari, fatti a mano, destinati prevalentemente a fiere. Questi primi esemplari, o almeno alcuni di questi, hanno l’humbucker al ponte, a differenza di quelli prodotti in seguito. Nel 2000 l’Infinity diviene un modello vero e proprio (anche se prodotto su scala molto limitata). Il manico è un multilaminato in Acero Occhiolinato con strisce in Noce. Il corpo è un semi hollow in Ovangkol con top in Acero Occhiolinato o Fiammato. Pickups J + JJ ed elettronica Basslines a 3 vie. Suono meno aggressivo rispetto agli altri neck through Warwick. Esiste anche a 5 corde. Infinity LTD a 5 corde
2001-2002 Un biennio di rottura
Il 2001-2002 è segnato da diverse novità. I modelli neck through subiscono ritocchi abbastanza sostanziali, allontanandosi ulteriormente dai progetti originali. Dopo quasi 10 anni in cui non si era visto nessuno design nuovo, e in cui i nuovi modelli erano sempre stati realizzati sulla base di forme già disponibili, a breve distanza escono 2 nuove forme: Vampyre e Katana. Si fa largo anche una tecnica di attacco manico/corpo nuova, quantomeno in Warwick: il set neck, disponibile sul Dolphin e sul Vampyre. Più in generale, la Warwick sforna modelli a ripetizione ed edizioni limitate. Vengono pensionati lo Streamer Standard e i Fortress (oltre allo Streamer Pro M), probabilmente per preparare il terreno alla nuova divisione di bassi economici, la Rockbass.
2002 ROCKBASS: Dalla Cina con Furore
Nel 2002 viene lanciata la divisione dei bassi Rockbass. Si tratta di bassi costruiti in Cina, e costituisce l’ingresso della Warwick nel redditizio settore dei bassi entry level. I Rockbass riprendono le forme dei Corvette, Fortress e Streamer, e le ripropongono in bassi che, pur non potendo contare sui pregiati legni utilizzati nei Warwick crucchi, offrono un buon rapporto qualità prezzo. Con i Rockbass l’ampliamento del pacchetto prodotti è completo. Da notare che la divisione cinese della Warwick era stata ufficialmente aperta già nel 1996.
THUMB 2001-oggi
Nel 2001 il Thumb viene modificato nuovamente. Il manico 7 pezzi viene abbandonato, e rimpiazzato con 5 pezzi in Ovangkol, alternati da 4 strisce sottilissime in Wengé. Scompare anche il Wengé dalle tastiere, che sono ora in Ebano.
la tastiera in Ebano
Il manico all ovangkol
STREAMER STAGE 2 2001-2003
La 3 strisce di Wengé sono sostituite da 3 strisce di Ovangkol.
ovangkol + Afzelia
DOLPHIN PRO I 2001-2003
La 3 strisce di Wengé sono sostituite da 3 strisce di Ovangkol.
STREAMER STAGE 2 2003-oggi
Viene adottato il manico tutto ovangkol del Thumb.
DOLPHIN PRO I 2003-oggi
Viene adottato il manico tutto ovangkol del Thumb.
il manico all Ovangkol
Altri nuovi modelli 2002-oggi
Come già detto negli ultimi anni la Warwick ha sfornato nuovi modelli e edizioni limitate a non finire. Thumb bleach blonde, Jazzman ltd, Corvette $$, Katana, Vampyre, riedizione del Buzzard, Dolphin SN ecc. Le caratteristiche di questi modelli sono illustrate sul sito ufficiale Warwick.
FNA JAzzman LTD 2002
I numeri di serie
Le modalità di attribuzione del numero seriale sono cambiate nel corso degli anni. I primissimi esemplari, hanno una numerazione a 3 cifre (anche se mi è capitato di vederne uno sprovvisto di numero seriale). Il numero è stampigliato inizialmente sul retro della paletta, perpendicolarmente rispetto al manico. Quasi subito il numero di serie viene spostato sulla parte superiore della paletta, dove rimane fino al 1992. Credo che questo spostamento sia avvenuto già nel 1984 o al più all’inizio del 1985.
Nel corso del 1986 la Warwick adotta una numerazione più sofisticata, che incorpora le informazioni per datare lo strumento. La nuova numerazione è così formulata: Lettera, numero, numero La lettera indica il mese di produzione: A gennaio B febbraio C marzo D aprile E maggio F giugno G luglio H agosto J settembre K ottobre L novembre M dicembre Notare che la I non è stata utilizzata - Il primo numero indica il progressivo che identifica quell’esemplare, univoco all’interno del modello. La lunghezza di questo numero è di 3 o 4 cifre, a seconda dell’età dello strumento. - Il secondo numero, di 2 cifre, indica l’anno di produzione. Quindi prendendo ad esempio il mio Thumb A 1663 89 1663° Thumb prodotto, nel Gennaio del 1989 Questa numerazione viene mantenuta fino al 1992. Nel 1993 il numero di serie torna dietro la paletta, ma questa volta parallelo al manico. La correlazione tra la lettera e il mese continua ancora per qualche anno, mentre le cifre aumentano.